Non più come una volta

la mia testa

si affolla di pensieri

Ora è piena di fatti,

o quanto meno, di propositi

...e sempre meno ragiono d'astratto,

così la mia penna

ormai va esaurendosi...

...forse è solo questione di tempo,

di spazi...

...e come ogni volta,

son qui che parlo

d'infinito ed energia

 

 

Tutto ha inizio dal fuoco

e tutto si spegne

attorno al fuoco

 

 

Attraverso piccole stazioni

di paesi in periferia.

Una luce al neon

crea freddi e squadrati angoli,

in chiaro/scuro,

su una panchina in pietra.

...

Per un attimo

il mio sguardo

passa oltre una finestra

e le sue tendine semi-trasparenti,

sul lavandino di una cucina,

nel dopo cena,

quando ci si rilassa

sul divano davanti alla TV.

...

Come mondi paralleli,

incrocio per brevi tratti

la vita di persone

completamente sconosciute

ma intimamente amate

per quei gesti,

così naturali e a me comuni

dal calore di una vita

sotto un tetto confortevole.

 

 

al mondo esistono angeli

che vivono nel peccato,

colpevoli di voler vivere

fino in fondo le loro passioni

e di trasgredire alle regole,

quei comandameti

dettati da un dio

che, probabilmente, è rappresentanza di bene e male

30/01/2007

 

 

Al vespro alzavo la mia spada,

convinto che i miei ideali

m'avrebbero portato lontano...

non fu così...

venni tradito e dimenticato,

assieme al mio codice,

al quale (forse stupidamente o ingenuamente)

tuttora, ostinatamente, m'aggrappo.

Cos'è veramente la "verità"?

gennaio 2006

 

 

vengo via,

senza sapere se ha fatto brutto

o se c'era il sole

e, nonostante faccia tardi,

è sempre troppo presto...

estate 2006

 

 

Rientro a "casa"

come un gatto con gli stivali,

col vento ancora nelle orecchie

e lei che s'addormenta sul mio cuore.

Settanta minuti di pensieri rombanti,

come antichi lai, che narrano di lunghi viaggi

e pastorelle rapite

che fuggono dal mondo.

Mi sdraio sul letto

e m'infilo sotto le coperte,

ascoltando il suo calore

e stringendo quell'immagine,

consapevole che dopo cinque giorni,

bianco di polvere di pre-arte,

sogneremo ancora assieme

15 maggio 2006 h.07:58ca

 

 

Implacabile è tornato

a farmi visita il silenzio...

domande senza risposte,

meditazioni sterili

Potrei dir loro d'esser stanco

ma non mi ascolterebbero

Violentano le mie debolezze:

le scovano e le mettono a nudo

poi le stuzzicano,

come fa il diavolo

con le anime

Salvami tu

mia piccola fatina

5 maggio 2006 h.16:50ca

 

 

Ci sono promesse

alle quali non si riesce a venir meno...

e, inconcepibilmente,

non sono quelle più ovvie,

bensì quelle più difficili e irragionevoli.


Lunedì 03/04/2003 h.21:28

 

 

Come se fosse

incondizionato...

...l'assoluto

è solo una bella favola

Domenica 26/03/2006 h. 23:57

 

 

Come si fa ad amare

un mostro meccanico?

Non lo so, eppure è così!

Quando lo "cavalco"

è come se lo possedessi

Quando mi fa volare nel vento

l'aria mi passa attraverso

e io mi sento meglio,

quasi il padrone del mondo..

del mio "piccolo Mondo"

 

 

M'è capitato, a volte,

di poter affermare

"te l'avevo detto..."

ma non ho mai provato

soddisfazione

nel dirlo,

nè avrei voluto sentire

"avevi ragione"

Presentimenti e analisi,

nient'altro che fatti!

 

 


Ti ho messo la mano sul cuore

perché tu possa sentire

ciò che le parole non dicono.

Diretto, senza la pesantezza

delle mie "costruzioni",

nel mistero delle coincidenze,

con la consapevolezza

che nulla è per caso.

 

 


Bisognerebbe essere in grado di esorcizzare i nostri ricordi,

ma lo vogliamo veramente?

Ci sono ricordi così dolorosi

da poter essere allontanati dal nostro cuore?

Non so... forse è meglio lasciarli lì...

monito alla nostra sensibilità e ai nostri sensi di colpa.

Come un maestro che ci guida verso il giusto,

per non imboccare mai più la strada sbagliata.

 

 

Le bottigliette

d'acqua zuccherata,

la mia bicicletta

con la molletta tra i raggi

sulle scorciatoie

tra i campi.

Torno da dove sono venuto,

vado incontro alla mia infanzia,

anche se non troverò più nulla di tutto ciò.

Ho fatto uno sbaglio...

e ora torno a casa.

05/07/2005 h.12:14

 

 

Mi vuoi davvero?

Hai realmente in mano ciò che desideri?

Oppure sono una tua fantasia?

Un tuo sbaglio?

...allora lascia la presa

e tira indietro la mano!

16/06/2005 h.11:55

 

 


Perché a volte

si sveglia in me quel ricordo

e non posso far altro

che rendermi conto,

di quanto ora voglio sia presente,

più di quanto non abbia desiderato

potesse essere stato il mio futuro?

30/03/2005 h.22:25

 

 

Avere un ricordo,

un sogno come ideale

La condanna nella speranza

per un'inutile ricerca

di ciò che non avrò mai

e che, forse,

non ho mai avuto...

e un giorno il Mondo parlerà di te

..."lo sapevo"

una volta M. mi disse:

"tu nelle donne cerchi la redenzione"

forse aveva ragione

22/02/2005 h.10:20

 

 

Finalmente trovo un po' di pace

ma il mio sonno non è tranquillo...

...no, non sono ancora completo

12/01/2005 h.00:35

 

 

Un solo momento
e "puf!" non c'è più...
Negli occhi la paura,
il terrore che ti supplica:
"lasciami andare..."
NO...

lunedì 13/12/2004 h.10:00ca #brina sabato 29/01/2005

 

 


Tutto ho lasciato.
In quella sola risposta,
istintiva.
I miei giorni,
in questa solitudine,
appaiono splendidi,
nella loro impalpabile
ed effimera ricchezza.
Ora, con niente
traccio il sentiero del mio perchè,
con quei momenti donati ai miei occhi,
monito di domande
forse ora formulate meglio.
Con poco faccio vespro,
il peso della terra sulle spalle
e la speranza nel tramonto.

giovedì 09/12/2004 h.20:00ca

 

 


Radici che non ho ma che sento.

Incanto di una terra che ora non è solo sogno.

Incoscienza o speranza.

Sacco in spalla incontro ad un probabile futuro.

Lontano dalla mia infanzia,

da quelle strade vuote e inutili,

abitate solo dai rovi e dalla ferrovia.

Distante da quei verdi prati che ora esistono solo in me,

vittime del cemento e dei caselli autostradali.

Lascio la mia stanza,

questo cielo grigio, gonfio di pioggia;

lascio la nebbia della pianura,

quel suo avvolgermi quando la respiro;

lascio quelle mattine,

quando la città si sveglia

e la gente cammina infreddolita,

tenendo alto il colletto del capotto,

per poi sparire dietro un vicolo;

lascio ciò che conosco

quanto ciò che non conosco.

Ora ho un perché e forse anche un dove.

 

 

Chissà cosa volevi dirmi

con quelle parole e con quella musica.

Note e accordi che mi avvolgevano nel sogno.

Significati e storie, espressi e raccontate,

con la semplicità delle emozioni

di quei momenti intensi,

racchiusi in istanti immaginati.

Forse non son stato capace

di credere a quelle illusioni,

forse avevo paura di confrontarmi

con il tuo mondo e scoprirmi estraneo

...ma forse non lo ero poi così tanto

e quelle canzoni me lo raccontavano

...ma io non son stato capace di capirne il canto

 

 


Indosso la tua pelle

quella pelle che una volta era mia

e ora, nuovamente su di me,

ancor più sento tua.

Ma la porto come se fossi

un inutile manichino

in un guardaroba,

non più come una parte di me

ma un qualcosa di tuo,

con la forza di chi si chiede

da dove nasce,

in questa confusione di perchè,

la mia sensazione di "appartenere"

 

 

Cristallo infranto

migliaia di schegge

giù sul pavimento.

In basso

troppo lontani i piedi

per chinarsi e raccogliere,

quei brillanti frammenti

d'un universo,

ormai estinto.

Muoverò i miei passi

e andrò via,

andrò altrove,

oltre.

Volerò al di là del mare.

Tornerò,

non è lì che vorrei fuggire.

 

 

Silenzioso ascolto

un bambino che impara

a suonare il suo flauto dolce,

con le cicale che cantano

quella ripetitiva, infantile

ed ossessiva musichetta,

in un caldo e afoso

pomeriggio d'estate.

Invano la mia mente

cerca di isolarsi

per leggere...

niente...

non ce la faccio.

Il sole brucia e io non riesco...

chiudo il libro,

no, ci riprovo e lo riapro.

Scorre il primo paragrafo sotto i miei occhi,

che, come il rullo di una vecchia macchina da scrivere,

tornano a capo a fine riga.

Niente... non so quello che ho letto.

Questa volta,

metto via il libro.

La mia mente è rapita da quell'ossessiva,

disorganizzata e stentata serie di note,

neanche ben soffiate.

...non posso far altro.

I miei pensieri corrono intorno a quei quarti,

come se stessero scivolando lungo le pareti di un imbuto,

sempre più giù,

fino a raggiungerne il lume...

e perdere il lume.

Basta!

Chiudo gli occhi e mi lascio cullare...

ma come diavolo fa quell'insensata sequela di suoni

a trascinare i miei pensieri?

Non riesco a spiegarmelo.

Ma non posso fare diversamente.

Mi lascio rapire e volo via...

 

 

(autoscatto)

Parole m'attraversano

come se fossi nebbia

suoni si tuffano in me

come se fossi acqua

immagini si bruciano in me

come se fossi fuoco

profumi attorno a me

come se fossi polvere

immerso in me

percepisco quel che sta attorno,

che lentamente si fa me.

Lo assimilo

perchè diventi,

indelebilmente mio...

io penso...

 

 

Ci sono mondi in cui ognuno vive quel che crea.

Esistono dimensioni in cui rifugiarsi,

posti in cui conosci ogni angolo,

ogni particella di polvere che fluttua nell'aria,

in quel fascio bianco di luce che s'insinua -ghiaccio- nella finestra della tua stanza.

Luoghi in cui gattini abbandonati camminano sul muretto del vicino

che vive con le sue mutande.

Ci sono bambini che piangono e altri che ridono.

Ci sono mostri che aspettano il tuo sonno e principi azzurri pronti a svegliarti.

I tuoi capelli di mille colori,

ananas e computer portatili,

mani morbide e unghie con i brillantini,

calzini bianchi,

uno gnometto dal cappello cremisi,

sandali scollati,

l'erba sulla canottiera.

Nascosti dietro alberi amanti che vivono di passione,

e dietro siepi i loro sensi di colpa,

in un fiore l'innocenza del sentimento,

violato da una fragile farfalla

che cerca di che sopravvivere.

Lettere vecchie,

comprensibili solo col senno di poi.

Sono mondi unici.

Sono il concentrato d'amore, malinconia, felicità, tristezza e amarezza.

Ne valeva la pena ma non era cosa.

Come l'immaginario della Takahashi tutto svanì in una bolla di sapone

e quelle immagini come fotogrammi sfuocati...

Ero io... eri te.

Tutto fugge via...

tutto resterà per sempre nel mio cuore,

gelosamente custodito,

dalla vecchiaia,

e dalla realtà.

Non solo quello che muore avrà per sempre la stessa età...

 

 

Ho la maledizione della discrezione,

non sono capace d'osare,

non pongo le domande che magari uno s'aspetta,

per la paura d'essere invadente.

Perchè se oso, mi spingo troppo in fondo.

Se oso frugo nell'intimo,

nel profondo, di cose che non sono mie.

...il mondo superficiale ed effimero mi stanca,

m'annoia.

Io voglio di più,

ma vorrei che tutto questo fosse spontaneo.

Mi piacerebbe non dover osare

più di quanto sia necessario...

 

 


Vorrei camminare con lei nel parco,

tenerle la mano e giocare con le sue dita,

comprarle un palloncino

dove lei possa legare i suoi desideri

e lasciarli volare in cielo,

perchè incontrino i miei sogni,

per poter così, danzare assieme ad essi.

30/07/2004

 

 

C’è qualcosa...

questa sensazione!

Sto scivolando

verso ciò che non devo essere?

o mi sto lasciando trascinare

da quel che vorrei che fosse?

Queste due situazioni

non mi portano nello stesso luogo.

Quel luogo desiderato

e tanto ambito

nel quale mi perderei

al solo posar il primo passo;

Quel luogo

dove il solo militare

mi colma di energie e gioia

ed il sol pensare di restarci,

qualche istante in più del concesso,

mi distrugge e riempie

di tristezza e solitudine;

Quel luogo

paradiso e prigione

delle mie carni, del mio pensiero,

del mio vivere, del mio animo.


Fuggire?

no, non voglio fuggire.

Devo trovare la mia dimensione,

il mio spazio, la mia pace.

Lì, in quel terreno fertile,

farò crescere montagne

e cercherò in esse

una spaccatura nella roccia,

dove rifugiarmi

e poter accendere un fuoco

che mi scaldi per lenire il freddo

che lacererà la mia pelle.

Dormi...

06/06/2004 h.03:00am circa

 

 

E’ possibile vivere in un solo istante,


una vita intera?

Un sogno,

una notte,

un giorno,

attimi impercettibili

ma lunghi anni

sentimenti e sensazioni

tanto intense e passionali

da sembrar reali

...o lo son davvero?

Un sogno,

legato all’immaginario

un’ideologia

ora reale,

ma quanto?

Quanto questi momenti

reali seppur inventati dureranno?

E allora vivi gli attimi

intensamente

come se fossero

una vita intera

e per la vita

vivrai il tuo sogno.

fine inverno 2004

 

 

"Finestrino"

Campi verdi

e coltivazioni brune ormai mature,

strade irregolari

che corrono tra le balle di fieno,

un fiume in secca...

e io sogno da un finestrino

che corre verso ciò...

17/07/2003

 

 

"Pioggia"

Sto passando su un ponte di ferro

costruito a volte sotto nuvole

che si aprono giusto quel poco

per far cader dal cielo lame di luce bianca...

spero piova un po’...

ora mi sento pioggia.

17/07/2003 h.08:53:08

 

 

"m’addormento?"

E’ lunga la notte quando si è soli,

ancor di più lo è quel tempo indefinito

in cui si passa dalla veglia al sonno...

la mente vaga e cerca una via di fuga che sia, nel sogno, razionale...

estate 2003

 

 

"Notte"

Cos’è la notte?

Il meritato riposo

dopo una lunga giornata,

un cielo d’astri pieno di risposte,

sogni e condanna!

Rimboccami le coperte però,

perché non posso non dormire...

estate 2003

 

 

"Per la vita"

Dalle ciò che desidera

se vuoi che sia felice;

la libertà se vuoi veder il cuore volare,

te stesso se vuoi sentirla sorridere.

Donale l’anima

perché la faccia sua!

(inverno 2002-2003)

 

 


Strano destino!

...ma esiste il destino?

E’ un continuo mischiare le carte degli eventi,

è un gioco ininterrotto con la vita,

una roulette di sentimenti

...perché non è matematica?

Inverno 2002-2003 (forse)

 

 

Nulla ti coccola più della Noia

la Noia ti abbraccia

e ti dona la riflessione,

che solo il tempo può baciare...

03/04/1998 h.01:41

 

 

Scrivere per pensare

Scrivere per studiare

Scrivere per guardare

Scrivere per riflettere

Scrivere per sfogarsi

Scrivere per leggere...

...leggere per sfogliare

le pagine di quel librone

pesante e impolverato

del proprio "IO"

03/04/1998 h.01:24

 

 

Odio le imposizioni ma anche le scelte...

03/04/1998 h.01:13

 

 

E’ più facile ammettere i propri errori che non comprenderli...

03/04/1998

 

 

- "Da quanto tempo mi stai guardando?"

- "Non lo so..."

03/04/1998 h.00:30÷00:50 circa

 

 

Costrtetto a crescere

in un mondo

che non m’appartiene

lontano dalla mia infanzia

dai miei ricordi

sempre più sfumati

che pian piano svaniscono

e vengono scalzati

dalla mia mente

dalle preoccupazioni

del mio presente

Lunedì 05/05/1997 h.12:00circa